Le allergie in età pediatrica sono un tema che coinvolge sempre più famiglie, generando domande, dubbi e la necessità di informazioni affidabili. Riconoscere i sintomi, distinguere le diverse reazioni e sapere come prevenire i rischi nei primi anni di vita può fare una grande differenza nel benessere del bambino. Per offrire ai genitori un orientamento chiaro e basato sulle evidenze, ACD ha raccolto il contributo del PD Dr. med. Marcel Bergmann, Specialista in pediatria e in allergologia e immunologia clinica, figura di riferimento sul territorio, e di Giovanna Pettenuzzo Piattini, Infermiera Consulente Materno Pediatrica di ACD, che da anni affianca le famiglie nei percorsi di cura e prevenzione. Il loro sguardo complementare permette di affrontare il tema delle allergie con competenza clinica e attenzione concreta alla quotidianità dei genitori.
1. Come posso capire se i sintomi di mio figlio sono causati da un’allergia?
MB: Dipende naturalmente di che allergia si sta parlando. L'allergia alimentare si manifesta di solito con sintomi di rapida insorgenza, nelle 2 ore dal consumo dell'alimento, con tipicamente prurito orale (questo già mentre si mangia l'alimento) fino a una reazione sistemica (anafilattica), che coinvolge vari organi del corpo, come orticaria, angioedema, sintomi respiratori (tosse secca insistente, fischi, fatica a respirare), sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, crampi) e raramente un coinvolgimento cardio-circolatorio (shock anafilattico). Queste forme di allergie alimentari, chiamate anche primarie, si manifestano di solito durante i primi anni di vita e sono spesso limitate a cibi noti allergizzanti come latte, uova, frumento, soia, arachidi, noci, semi (sesamo), pesce e crostacei. Nei pazienti allergici ai pollini può subentrare, dall'età pre-scolastica in poi, un'allergia alimentare secondaria su cross-sensibilizzazione con i pollini (in particolare la betulla) dove la reattività è di solito esclusivamente orale (prurito orale) al consumo di certa frutta o verdura cruda. Esistono anche delle forme di allergie alimentari con sintomi esclusivamente gastro-intestinali (vomito a ripetizione, scarsa presa-staturo-ponderale) in bambini di solito sotto l'anno di vita, spesso dovuti al latte vaccino.
Per quel che concerne le allergie respiratorie, i sintomi tipici sono rinite e/o congiuntivite pruriginosa, asma. I sintomi possono essere presenti durante i mesi primaverili/estivi (stagionali) se parliamo di pollini o presenti tutto l'anno in caso di un'allergia ad un allergene dell'ambiente interno (acari della polvere, animali).
2. In che modo i genitori possono distinguere le allergie alimentari dalle intolleranze?
MB: L' alimentare è una reazione del nostro sistema immunitario al contatto con una proteina alimentare con nella maggior parte dei casi un reattività immediata, spesso sistemica dopo il consumo dell'alimento in questione (vedi sopra). Le intolleranze vengono definite come una difficoltà a digerire certi zuccheri negli alimenti con allora sintomi gastro-intestinali post-prandiali (nausea, crampi, diarrea), come succede per esempio a chi è intolleranza al lattosio, lo zucchero contenuto nel latte.
3. Quali buone pratiche possono aiutare a prevenire o ridurre il rischio di allergie nei primi anni di vita?
GPP: Le nuove raccomandazioni svizzere del 2025 sulla prevenzione delle allergie nei neonati si basano su un approccio semplice: aiutare il sistema immunitario del bambino a svilupparsi in modo naturale fin dai primi mesi di vita. L’obiettivo è ridurre il rischio di allergie, soprattutto nei bambini più predisposti, abituandoli gradualmente sia agli alimenti sia all’ambiente.
Si consiglia, quando possibile, l’allattamento esclusivo al seno per i primi 4-6 mesi. Se l’allattamento non è possibile, si possono utilizzare normali formule per lattanti, senza necessità di prodotti particolari, salvo diversa indicazione medica.
A partire tra il quarto e il sesto mese, le evidenze scientifiche dimostrano l’importanza dell’introduzione di alimenti solidi, includendo anche quelli che possono dare allergie come uova, arachidi, latticini o glutine. Questa introduzione deve avvenire gradualmente e
mentre si continua, se possibile, l’allattamento. Durante la gravidanza e l’allattamento, la mamma non ha bisogno di evitare alimenti allergenici per prevenire allergie nel bambino, a meno che non abbia allergie personali.
Anche l’ambiente ha un ruolo importante: non è necessario mantenere condizioni troppo sterili. Il normale contatto con l’ambiente, compresa la presenza di animali domestici, può avere un effetto protettivo.
Infine, è fondamentale evitare l’esposizione al fumo di sigaretta, perché può aumentare il rischio di problemi respiratori e allergie nel bambino.
Queste indicazioni aiutano a proteggere la salute del bambino fin dai primi mesi, favorendo uno sviluppo equilibrato del suo sistema immunitario.