SWISS100: vivere fino e oltre i cent'anni, tra risorse, fragilità e relazioni

SWISS100 è il primo grande studio nazionale dedicato alle persone centenarie in Svizzera. Avviato nel 2020 e coordinato dall'Università di Losanna, ha coinvolto ricercatori di diverse discipline per conoscere meglio le condizioni di vita, la salute, le risorse e le fragilità di una popolazione ancora poco studiata. Durante la pandemia, in attesa di poter incontrare i centenari di persona, è stata realizzata una prima indagine telefonica. È seguito lo studio principale, con interviste in presenza e rilevazioni biologiche, e infine un progetto fotografico con raccolta di storie di vita. Complessivamente, le diverse fasi della ricerca hanno coinvolto 446 centenari, di cui 80 in Ticino nello studio principale.
Barbara Masotti

Barbara Masotti, sociologa e ricercatrice del Centro competenze anziani della SUPSI è stata co-responsabile della raccolta dati in Ticino. Ci racconta alcuni risultati dello studio e le loro implicazioni per l'accompagnamento delle persone molto anziane.

La ricerca ha anche l'obiettivo di contribuire a una visione meno stereotipata della grande anzianità. In questo spirito è nata la mostra itinerante Welcome to Your Future – I centenari in Svizzera, che ha fatto tappa a Bellinzona, affiancando ai risultati scientifici ritratti fotografici, testimonianze e attività rivolte al grande pubblico.

1. Dalle testimonianze raccolte nell'ambito di SWISS100, quali elementi emergono con maggiore forza sulla vita delle persone che raggiungono o superano i cento anni?

Un risultato interessante riguarda la soddisfazione per la propria vita, che rimane elevata in molti centenari, anche in presenza di problemi di salute, limitazioni funzionali e reti sociali spesso ridotte: a quest'età la maggior parte ha perso il coniuge e altre persone della propria generazione, talvolta anche un figlio. Il benessere non dipende infatti soltanto dalle condizioni oggettive, ma anche da come ciascuno vive e valuta la propria situazione e le proprie relazioni. E a cent'anni non mancano desideri e progetti: c'è chi vorrebbe fare qualche gita in automobile per godersi la campagna e persino chi desidera trovare una nuova compagna con cui condividere la vita.

2. Lo studio ha coinvolto anche familiari e caregiver. Quale ruolo svolgono nel benessere dei centenari e cosa emerge riguardo all'importanza delle reti di cura, sociali e di sostegno?

Il coinvolgimento dei familiari è stato fondamentale anche per conoscere i centenari che non potevano partecipare direttamente alle interviste. Nella quotidianità, le reti di sostegno contribuiscono al loro benessere offrendo non solo aiuto pratico, ma anche presenza, sicurezza e continuità delle relazioni. In Ticino, i centenari a domicilio ricevevano in media più di tre tipi di aiuto, combinando generalmente sostegno informale e professionale. Figlie e figli, anziani a loro volta, hanno spesso alle spalle anni di accompagnamento. Il loro ruolo cambia, ma non scompare, con l'ingresso in casa per anziani. E il sostegno può essere reciproco: anche i centenari continuano a offrire sostegno emotivo ai propri cari.

3. Quanto conta la possibilità di ricevere un supporto personalizzato, capace di adattarsi ai bisogni e alle preferenze della persona molto anziana?

Ricevere aiuto significa anche affidarsi ad altri, rinunciando talvolta a fare da sé. Persino a cent'anni c'è chi vorrebbe mantenere più autonomia e insiste per avere meno aiuti possibili. Un sostegno personalizzato deve quindi rispondere ai bisogni di cura, rispettando al tempo stesso abitudini, preferenze e possibilità di scelta. Conta molto anche la relazione con i professionisti: la continuità, la fiducia e l'interesse autentico per la persona e il suo vissuto possono fare la differenza, soprattutto quando i legami sociali sono limitati. In questo i familiari possono offrire conoscenze preziose: uno di loro ci ha raccontato di aver preparato un fascicolo sulla vita della madre per il personale della casa per anziani.

4. La longevità viene spesso raccontata attraverso numeri e statistiche. Cosa aggiungono le storie di vita dei centenari alla comprensione dell'invecchiamento e quale ruolo possono avere nel cambiare lo sguardo del pubblico sulla vecchiaia?

I centenari di oggi appartengono a una generazione che ha attraversato trasformazioni straordinarie: dalle difficoltà economiche e dalla Seconda guerra mondiale al miglioramento delle condizioni di vita, all'introduzione dell'AVS e alla conquista del diritto di voto da parte delle donne. Le loro storie ci permettono di capire come queste esperienze, insieme alle opportunità di istruzione, alle condizioni economiche e alle scelte personali, abbiano contribuito a plasmare percorsi molto diversi. Ci ricordano che non tutti arriviamo alla grande anzianità con le stesse risorse e che comprenderne le differenze è importante anche per costruire forme di sostegno attente alle diverse situazioni di vita.