L’importanza del gattonamento nei bambini: una tappa preziosa per lo sviluppo

Tra i 6 e i 10 mesi di vita i bambini avviano il movimento in quadrupedia. Questa capacità rappresenta una tappa molto importante del loro sviluppo. I benefici sono molteplici.
gattonamento

Tra i 6 e i 10 mesi di vita, molti bambini iniziano a sperimentare il movimento in quadrupedia e il gattonamento. Si tratta di una tappa molto importante dello sviluppo motorio, che permette al bambino di esplorare il mondo, conoscere meglio il proprio corpo
e acquisire sempre maggiore autonomia.
Il gattonamento, infatti, non è soltanto un modo per spostarsi da un punto all’altro: attraverso questo movimento il bambino sviluppa numerose competenze che coinvolgono il corpo, l’orientamento, le capacità cognitive e anche la sfera emotiva.

Quali sono i benefici del gattonamento?
Sviluppo fisico e motorio
Il gattonamento favorisce lo sviluppo della motricità fine e grossolana, dell’equilibrio e della coordinazione oculo-manuale. Contribuisce inoltre a rinforzare il tono muscolare e la muscolatura, in particolare quella dorsale.
Durante il movimento vengono stimolate anche la visione bifocale e la capacità degli occhi di lavorare insieme. Il bambino sperimenta inoltre lo schema crociato, cioè la coordinazione tra mano e gamba opposte, una modalità di movimento importante per lo
sviluppo neuromotorio.

Orientamento e propriocezione
Muoversi nello spazio permette al bambino di sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Attraverso la propriocezione, impara progressivamente a percepire meglio la posizione del proprio corpo, i suoi movimenti e lo spazio che lo circonda.
 

Problem solving
Gattonare significa anche incontrare piccoli ostacoli: un cuscino, un gioco, un cambio di superficie. Il bambino deve trovare il modo di superarli, sperimentando così semplici strategie di problem solving e imparando attraverso l'esperienza.

Sviluppo cerebrale e cognitivo
Il movimento contribuisce alla coordinazione tra i due emisferi cerebrali e favorisce lo sviluppo delle reti neurali coinvolte in importanti funzioni cognitive, come l’apprendimento, la memoria e la concentrazione.

Autonomia e sviluppo emotivo
Imparare a muoversi autonomamente permette al bambino di acquisire progressivamente maggiore sicurezza nel proprio corpo e nelle proprie capacità. Questo favorisce la fiducia in sé e, allo stesso tempo, la relazione con le figure di riferimento, che rappresentano per il bambino una base sicura dalla quale partire per esplorare l’ambiente e alla quale poter tornare.

Come possiamo favorire il gattonamento?
I genitori possono accompagnare questa importante fase dello sviluppo creando occasioni quotidiane di movimento libero e sicuro.
- Predisporre la casa a misura di bambino, eliminando o mettendo in sicurezza ciò che potrebbe rappresentare un pericolo;
- Lasciare il bambino libero di muoversi a terra, utilizzando un tappetone morbido e adeguato;
- Favorire il Tummy Time, cioè il tempo trascorso a pancia in giù quando il bambino è sveglio e sorvegliato;
- Prevedere momenti di massaggio regolari, che possono contribuire alla conoscenza e alla percezione del proprio corpo;
- Ridurre, quando possibile, l’utilizzo prolungato di sdraiette e seggiolini ed evitare l’uso dei girelli.
La presenza del genitore o di una figura di riferimento rimane fondamentale. Il bambino può essere incoraggiato attraverso il gioco, la relazione e l’interazione. Il genitore può diventare colui che propone piccoli obiettivi da raggiungere, come avvicinarsi per ricevere un abbraccio o raggiungere un oggetto interessante, sostenendo il bambino senza forzarlo.

Quali sono i campanelli d’allarme?
Il gattonamento avviene generalmente prima della conquista della posizione eretta e dei primi passi. È importante ricordare che non tutti i bambini gattonano nello stesso modo e non tutti attraversano necessariamente questa fase. A volte, infatti, il bambino può passare direttamente alla fase successiva dello sviluppo motorio senza gattonare in modo tradizionale. Questo, da solo, non significa che avrà necessariamente ripercussioni future. È invece importante prestare attenzione quando il bambino utilizza modalità di spostamento particolari, come:
- muovere contemporaneamente gamba e braccio dello stesso lato, per poi spostare gli arti dell’altro lato;
- spostarsi prevalentemente sulle natiche anziché utilizzare la quadrupedia;
- presentare un gattonamento asimmetrico.
In presenza di queste modalità di movimento può essere utile confrontarsi con il pediatra. In alcuni casi, infatti, potrebbero essere presenti difficoltà nell’integrazione dei riflessi primitivi, tra cui il riflesso tonico labirintico (RTL), che si sviluppa tra il terzo e il quarto
mese di gestazione.
Questo riflesso è coinvolto nello sviluppo del tono muscolare e può avere un ruolo nell'organizzazione psicomotoria e neuromotoria del bambino. Qualora il pediatra lo ritenga opportuno, può essere indicata una valutazione da parte di professionisti come l’osteopata e/o il fisioterapista, con l’obiettivo di favorire un movimento più armonioso, sollecitare schemi motori mirati o intervenire in presenza di eventuali tensioni muscolari.

Movimento libero: un investimento per lo sviluppo
Favorire il movimento fin dai primi mesi di vita significa offrire al bambino l'opportunità di conoscere il proprio corpo, sperimentare le proprie capacità e sviluppare progressivamente autonomia e sicurezza.
Il gattonamento rappresenta quindi molto più di una semplice modalità per spostarsi: è una preziosa occasione di esplorazione, crescita e apprendimento.
Prevenire l’insorgenza di eventuali disfunzioni muscolo-scheletriche e promuovere una colonna vertebrale sana significa anche creare, fin dai primi mesi, occasioni quotidiane di movimento libero e adeguato alle capacità del bambino, accompagnandolo con
attenzione, presenza e senza forzature.

Articolo a cura di Elisabetta Bargna, infermiera consulente materno pediatrica ACD.