Il saluto del Presidente di ACD, Daniele Caverzasio
Buongiorno a tutte e a tutti.
Guardando il programma di oggi, mi è venuto un pensiero molto semplice.
Questa mattina siamo partiti in posti diversi. Qualcuno ha cucinato, qualcuno ha ballato, qualcuno ha lavorato con le mani. Qualcuno ha incontrato l’arte, la natura, gli animali. Qualcuno ha provato qualcosa di nuovo. E adesso siamo tutti qui.
Forse è proprio questa l’immagine più bella della giornata. Perché, in fondo, anche il nostro lavoro nasce da qui: dalle persone e dalle loro vite. Ogni giorno entriamo nelle case delle persone. E quando entriamo in una casa, non entriamo semplicemente in un luogo dove prestare una cura. Entriamo in una storia. Ci sono abitudini, ricordi, affetti. Ci sono giornate belle e giornate più difficili. Ci sono persone che desiderano, prima di tutto, continuare a sentirsi a casa nella propria vita.
Credo che il valore più profondo di ACD sia proprio questo. Prendersi cura senza prendere il posto dell’altro.
Esserci quando serve, con competenza e professionalità, ma anche con quella sensibilità che permette di vedere, prima della necessità, la persona. Perché la cura non è fatta soltanto di gesti tecnici. A volte è ascoltare. A volte è rassicurare. A volte è aiutare qualcuno a conservare un pezzo della propria autonomia. E qualche volta è semplicemente esserci.
Giornate come questa ci ricordano anche un’altra cosa: che per stare bene abbiamo bisogno degli altri. Abbiamo bisogno di incontrarci, di ridere, di fare qualcosa insieme, di sentirci parte di una comunità. Ed è per questo che oggi non celebriamo soltanto delle attività. Celebriamo le relazioni.
Come Presidente, l’ACD che vorrei continuassimo a costruire è proprio questa: un’ACD competente, vicina al territorio, capace di evolvere, ma che non perda mai la propria umanità. Perché possiamo migliorare organizzazioni, processi e strumenti. Ma alla fine, la differenza la fanno sempre le persone.
E allora oggi il mio grazie va innanzitutto ai nostri collaboratori, per quello che fanno ogni giorno, spesso lontano dai riflettori. Grazie alle famiglie, ai nostri partner e a tutte le realtà del territorio che camminano insieme a noi. E grazie a chi ha pensato e reso possibile questa bellissima giornata.
Adesso ci aspettano il pranzo, la musica, il divertimento e ancora qualche esperienza da vivere insieme. Quindi vi lascio con un augurio molto semplice. Godetevela. Parlate, ridete, incontratevi.
E questa sera, tornando a casa, provate a chiedervi non soltanto “cosa ho fatto oggi?”, ma: “con chi ho condiviso qualcosa?” Perché forse è proprio lì che comincia il significato più autentico del prendersi cura.
Grazie di cuore e buona giornata a tutti.