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Mendrisio

carta etica

L’assistenza e la cura a domicilio è un servizio erogato direttamente a casa dell’Utente che si propone come missione principale di sviluppare le potenzialità individuali e collettive di chi domanda l’intervento. Si tratta dunque di rendere e mantenere queste persone le più indipendenti possibili dalle strutture sociosanitarie stazionarie (per brevi o lunghi soggiorni). Le prestazioni di assistenza e cura a domicilio promuovono, mantengono e/o ristabiliscono lo stato di salute bio-psico-sociale dell’individuo mirando al massimo recupero ed al mantenimento dell’autonomia funzionale.

Tre aree d’azione sono al centro dell’operato del nostro servizio: la persona, la famiglia e la comunità. La soddisfazione dei bisogni nelle tre aree d’azione avviene tramite delle misure di tipo curativo-riabilitativo, curativo-mantenimento nonché per delle misure di tipo preventivo.

In particolare l’azione degli operatori del servizio deve rispondere:

  • ai quattro classici principi dell’etica clinica (giustizia, autonomia, fare il bene e non fare il male)
  • a due fondamentali principi organizzativi (efficienza-adeguatezza-economicità, coordinamento delle azioni)

Principio di giustizia

I servizi del SACD devono essere di facile accesso e non discriminati dai determinanti socio-demografici (geografia, sesso, età, nazionalità, religione). Inoltre vige il principio della garanzia di uno stesso trattamento per ogni utente che richiede un intervento. Questo principio è iscritto nel mandato d’interesse pubblico al quale il servizio deve rispondere.

Il principio di giustizia deve essere ponderato in funzione della sicurezza del personale curante. Se quest’ultimo fosse in uno stato di pericolo (Utenti con malattie altamente contagiose per esempio) tanto da pregiudicarne lo stato di salute, è bene che la Direzione prenda i provvedimenti che limitino all’Utente il riconoscimento del principio di giustizia.

Il principio d’autonomia

Il principio d’autonomia riconosce le libertà personali, la sfera privata e l’autodeterminazione dell’Utente. Si tratta di un principio estremamente importante. Nella pratica quotidiana, l’operatore deve dunque riconoscere i valori e i diritti individuali di ogni Utente qualunque sia il suo stato di salute fisico o mentale; inoltre l’operatore deve permettere all’Utente, con un’informazione chiara, oggettiva e trasparente, di poter effettuare le proprie scelte in modo autonomo.

Il principio d’autonomia deve essere ponderato dall’operatore con estremo giudizio; in effetti:

  • l’autonomia dell’Utente, soprattutto nel bisogno, può indurre l’operatore a fornire delle risorse in modo illimitato. L’intervento di ogni operatore deve essere sempre sussidiario alle risorse che l’Utente già dispone (risorse familiari, risorse economiche personali, risorse sociali, risorse da sussidi diretti per il mantenimento a domicilio, ecc.) e non deve essere un intervento di completa tutela. Questo principio è iscritto nella legge (art. 1 LACD).
  • l’azione dei nostri operatori non deve essere unicamente centrata sulla sola persona nel bisogno, ma verte anche sull’ambiente familiare, istituzione fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi della presa a carico a domicilio.
  • riconoscere l’autonomia dell’Utente non significa unicamente pianificare e fornire un’assistenza “su misura” ed individualizzata; la cura deve pure rispondere a dei criteri riconosciuti a livello della pratica e soddisfare dei criteri di qualità prescritti dai vari Enti preposti per farlo, inoltre essa deve continuamente confrontarsi con gli standard editati a livello nazionale ed internazionale.


L’Associazione si è dotata di uno strumento di valutazione multidisciplinare che permette di reperire le risorse primarie necessarie, di fondare l’intervento su criteri oggettivi e di verificare quanto esso può essere più o meno sussidiario.

Vi è la possibilità che le volontà dell’Utente e quelle dei professionisti non coincidano. La soluzione al conflitto deve essere ponderata considerando gli interessi delle parti. Dal punto di vista formale, la soluzione al conflitto dovrà seguire la via gerarchica: Capo-equipe, Direttore, Comitato dell’Associazione. Quest’ultimo forum di ricorso richiede la forma scritta come prescritto nel foglio informativo all’utenza e che ogni utente è chiamato a firmare

I principi clinici del fare il bene e del non fare il male

Primum non nocere. E’ responsabilità morale di ogni professionista a contatto con l’utenza, procedere per ottenere il benessere migliore dell’utente (principio del fare il bene). A questa responsabilità deve corrispondere però il concetto di non nuocere alla sua salute o alla sua autonomia (principio di non fare del male). Ipoteticamente qualsiasi intervento per la cura della salute potrebbe provocare delle sequele: di tipo fisico, di tipo familiare, di tipo sociale o psicologico. Di conseguenza, ogni intervento deve essere ponderato in funzione del potenziale beneficio, del potenziale danno o del potenziale rischio per l’utente. Ogni operatore deve dunque essere in grado di riconoscere le risorse proprie dell’Utente e del suo entourage, di ridurre o evitare i rischi della propria professione.

Il principio d’efficienza-efficacia-adeguatezza-economicità

Un importante volume d’attività del servizio è legato ai rimborsi delle assicurazioni malattia. Questa relazione contrattuale è retta dalla legge sull’Assicurazione Malattia (LAMal), legge che impone al servizio di rispondere ai principi generali di efficienza, adeguatezza, economicità (art. 32 LAMal). In sostanza, le prestazioni fornite devono rispondere a dei criteri di sostenibilità finanziaria (costo-efficienza-qualità).

Principio di coordinamento dell’azione

L’intervento si concretizza grazie all’azione di numerose figure sociosanitarie sia all’interno del SACD (concetto di equipe-multidisciplinari) che all’esterno (concetto di rete sanitaria).

All’interno del servizio, ogni operatore deve riconoscere: la validità dell’esistenza di più figure professionali, della loro funzionalità ai fini di un intervento efficace e qualitativo, l’autorità di coordinamento interna al servizio di queste figure professionali differenti.

Nelle relazioni tra il servizio e la rete sanitaria, il quadro giuridico della LACD riconosce una priorità ai SACD nel coordinare e attivare le risorse necessarie. Questo principio deve indurre nell’operatore un grande senso di responsabilità nelle scelte cliniche, scelte che devono essere fondate su criteri di coerenza delle azioni, di qualità e d’economicità (secondo il principio d’efficienza-adequatezza-economicità)